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Un senso

Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà...
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...





Voglio trovare un senso a tante cose
Anche se tante cose un senso non ce l’ha...

IL PIANTO DEL MARE

"Deve esserci qualcosa di insolitamente sacro nel sale, se è contenuto nelle nostre lacrime e nel mare!"
(Kahlil Gibran)


Questo amore









Questo amore

 
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
È tuo
È mio
È stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi tu abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.
Jacques Prévert

Pensieri




Fissare il mondo
dietro vetri appannati,
domandarmi se è giusto
ciò che faccio...
Rivivere momenti perduti,
tornare col pensiero a
primavere finite.
Illudersi d'essere felice
e poi domandarmi se
è giusto quello che voglio.
Sentire scorrere una lacrima,
cancellare il vapore del vetro,
tornare a fissare i tetti rossi,
delle case e...pensare!

Canne al vento


«Sì, siamo esattamente come le canne al vento. Noi siamo le canne e la sorte il vento». Ester: «Sì, va bene, ma perché questa sorte?» Efix: «È perché il vento? Solo Dio lo sa».






Canne al vento” è considerato il capolavoro di Grazia Deledda. il romanzo capolavoro che regalò a Grazia Deledda, nel 1926, il premio Nobel per la letteratura. Incentrato sul tema della fragilità umana davanti al destino, il romanzo è costruito sulla  Efix, il servo della famiglia Pintor, che è testimone e protagonista della vicenda.
Efix presta servizio da anni presso la famiglia Pintor, ormai decaduta, devoto alle tre sorelle Ester, Ruth e Noemi. In passato, l’uomo aveva anche aiutato la quarta sorella, Lia, di cui era segretamente innamorato, a fuggire nel continente, venendo alle mani con il rigido padrone Don Zame e causandone volontariamente la morte, anche se risultò un incidente. Lacerato dal senso di colpa, il servitore espia la propria colpa segreta dedicandosi completamente alla cura delle padrone, senza neanche farsi pagare. Quando all’improvviso Giacinto, il figlio di Lia, torna dalle zie, l’equilibrio di casa Pintor si rompe. Il ragazzo è uno sfaccendato imbroglione che porta nel mondo arcaico delle sorelle le novità del continente, comprese le cambiali scadute, e ne turba l’esistenza, esercitando inspiegabilmente un certo fascino su tutte quante - e su Noemi, in particolare, che si sente attratta da lui e si lacera per l’inconfessabile desiderio - fino al punto da spingerle a vendere l’ultimo podere per pagare i suoi debiti. Sentendosi responsabile del pessimo comportamento del ragazzo, Efix abbandona la casa per una vita di umiliazione da mendicante, finché un giorno non tornerà dalle sorelle per aiutarle ancora una volta: sarà lui, infatti, ad adoprarsi per organizzare il matrimonio di Noemi con un ricco pretendente. Solo allora potrà morire in pace, al suo posto, con la consolazione di aver scoperto che pure Giacinto, per riparare ai propri torti, finalmente lavora, avendo accanto la devota Grixenda che tanti anni lo aveva aspettato.

Un romanzo che ho letto tutto d'un fiato, restando estasiata delle parole così semplici eppure così profonde di questa eccezionale scrittrice autodidatta.



Sono quella che Sono


Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m’ama
Non è colpa mia
Se non è  sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c’e niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s’amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare…
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi

 – Jacques Prevert





Cammino tra la gente, guardo i loro
visi, cerco un loro sguardo, un 
loro sorriso, ma invano: cammina
senza guardare a niente, incurante
di ciò che succede intorno,
indifferente al tuo richiamo...
Mi guardo intorno: tante case 
s'innalzano imponenti: chissà 
quanta gente ci abiterà!
E tante chiese, tante campane 
suonano! ma....a cosa può 
servire tutto questo?
Sono solo blocchi di cemento, 
mura dietro alle quali si 
nasconde la vera realtà del mondo,
degli uomini che soffrono, si odiano,
si uccidono fra loro: nascono
per soffrire e vivono per far del
male agli altri... E il sole sorge ancora,
sorge sempre, ma... fino a quando?


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Pensieri, passioni, parole sparse e non dette...
Le parole non dette e spesso non ascoltate sono quelle della tua anima...
Lei è sempre lì dentro di te, ti conosce meglio di qualsiasi altro perchè è nata con te...
La vita scorre nella sua quotidianetà, nella sua durezza, nella sua banalità, e tu spesso ti lasci sopraffare e dimentichi di avere un'anima: non l'ascolti, non ricordi nemmeno più di guardarla dentro di te!
Agisci e ti muovi anche andandole contro perchè a volte la "giungla" della vita porta a lottare per la sopravvivenza.
Ma lei è lì sempre dentro di te e ti parla, ti sussurra, ti ricorda quello che sei veramente, a volte grida per essere ascoltata: fermati un momento e ascolta le sue parole: saranno quelle che tu non hai mai detto!

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